‘The Danish Girl’: il cambio di sesso è un film di testa

Dal romanzo ‘La danese’ di Einar Wegener/Lili Elbe del 1931, nel 2015 è stata tratta la pellicola ‘The Danish Girl’. Alla regia Tom Hooper. Si parla della ragazza che, per prima al mondo, si sottoposa a un’operazione per cambiare sesso.

La pellicola, trasmessa in questi giorni in streaming su Infinity, ha ottenuto quattro candidature all’Oscar e ne ha vinto uno. Al film anche una candidatura al David di Donatello, tre ai Golden Globes e 5 al Bafta. In Italia, nei box office, in un mese soltanto ‘The Danish Girl’ ha ottenuto 3,7 milioni di euro, con record di 939 mila euro nel primo fine settimana di programmazione.

Ma partiamo dal principio, dove tutto è iniziato. Dunque dal libro. Einar Wegener, nei primi del ’900, era un pittore paesaggista danese...

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Hotel Gagarin:una commedia in agrodolce

Sono cinque, tutti italiani, e non hanno soldi. Ma vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Arrivano all’Hotel Gagarin, che è il titolo della pellicola di Simone Spada, una struttura isolata nei boschi, circondata soltanto da neve. A peggiorare la situazione, scoppia una guerra e il produttore sparisce con tutti i soldi.

Sogno svanito? Sì. Ma la troupe s’inventa qualcosa, trasformando quello che potrebbe essere un viaggio tragico in qualcosa di indimenticabile. Ritroveranno la spensieratezza che avevano perso. Forse anche la felicità. In Italia, il film è uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 24 maggio. Il cast è di quelli importanti: Luca Argentero, Claudio Amendola, Giuseppe Battiston e Barbora Bobulova. È una commedia, ma agrodolce...

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‘Troppa grazia’ premiato a Cannes

  Pellicola dalle battute fulminanti. Stiamo parlando di ‘Troppa grazia’, di Gianni Zanasi, presentato alla 71esima edizione del Festival del cinema di Cannes. Attrice protagonista la sempre più brava Alba Rohrwacker, nei panni di una mamma con una piccola figlia, sul prato, nella notte in cui accanto a loro precipita un meteorite. Ma niente paura, non è l’ennesimo spot pubblicitario provocatorio. È solo l’inizio del film, destinato a lasciare con il fiato sospeso lo spettatore.

Poi ci spostiamo in una casa. La stessa Alba, ovvero Lucia, ha un dialogo serrato con il compagno Arturo, l’attore Elio Germano. I due si rinfacciano la rispettiva visione del genere umano e del sesso opposto. Siamo proiettati nella realtà, insomma...

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‘Lazzaro felice’: contadini senza tempo, Cannes applaude

Dieci minuti di applausi ha ricevuto al Festival di Cannes l’opera di Alice Rohrwacker, ‘Lazzaro Felice’. Lei, una delle poche registe presenti alla competizione, ma già alla seconda partecipazione al concorso francese. Un film volutamente confuso a livello temporale, una sorta di favola che racconta la vita fuori dal tempo di una comunità di mezzadri a servizio presso il podere de l’Inviolata.

Traspare tutto il fascino di Alice per la vita in campagna, per le comunità isolate (anche dal tempo), per chi riesce a guardare il mondo con il cuore puro, anche in mezzo alle tante bruttezze dell’era moderna. Ma chi è il Lazzaro che dà il titolo alla pellicola? E’ un contadino giovane, che non distingue il bene dal male, che non sa neanche chi sono i suoi genitori...

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Les filles du soleil: le donne coraggiose dell’Iraq

Per recensire un film, questa volta, bisogna partire dalla trama. Stiamo parlando di ‘Le filles du soleil’, presentato al Festival del Cinema di Cannes. Si svolge nel 2014, per precisione, il 3 agosto, giornata infausta per la zona nord dell’Iraq. Qui, infatti, sulle montagne Sinjar, l’Isis invade all’improvviso il territorio di Yazidi per conquistare una zona strategicamente fondamentale, tra Iraq e Siria.

L’attacco provoca il panico tra i 300 mila abitanti, gran parte degli uomini vengono massacrati, le donne rapite, così come le bambine. Diventano schiave, vengono violentate a ripetizione. I bambini vengono addestrati nelle scuole jihadiste per imparare a uccidere, fin da quando hanno 3 anni. Passano due anni in queste condizioni gli abitanti di Yazidi senza che nessuno intervenga...

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Film italiani: Checco Zalone, tre pellicole ai primi tre posti per l’incasso

checco

Checco Zalone è il re dei botteghini italiani. Il comico pugliese ha piazzato infatti tre suoi film ai primi tre posti della classifica delle pellicole che hanno incassato di più nella storia del cinema. Davanti a tutti c’è Quo vado, del 2015, poi Sole a catinelle, del 2013, infine Che bella giornata del 2011. Sono tutti film scritti dallo stesso Luca Medici, vero nome dell’attore barese, in collaborazione con Gennaro Nunziante. L’incasso al box office, complessivo, è di 160 milioni di euro.

Zalone fa meglio del premio Oscar Roberto Benigni: con La vita è bella, del 1997, si trova al quarto posto della graduatoria, 31,2 milioni di euro d’incassi...

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1945 di Ferenc Török con Péter Rudolf, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel e Dóra Sztarenki Tratto dal racconto “Homecoming” di Gábor T. Szántó

“Ci serve un mondo nuovo, István.” È il 12 agosto 1945, la seconda guerra mondiale volge al termine e trascina dietro di sé i rovinosi strascichi di un orrore ancora tutto da risolvere. Alle 11 in punto, presso la stazione ferroviaria di un piccolo villaggio rurale ungherese, due misteriosi stranieri vestiti di nero scendono dal treno. È il giorno delle nozze del figlio del vicario, Árpád, con una giovane contadina, Kisrózsi, e nel villaggio si percepisce una certa agitazione. All’ombra dell’occupazione delle truppe sovietiche, mentre fervono i preparativi per il matrimonio, i due uomini, due ebrei, probabilmente padre e figlio, scaricano da un vagone del treno due casse che recano l’etichetta “profumi”, le caricano su un carro e si incamminano verso il villaggio...

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‘Urla del silenzio’: il genocidio cambogiano e un’amicizia incredibile

‘Urla del silenzio’ è un film d’inchiesta, con la regia del britannico Roland Joffè, del 1984. Racconta del genocidio cambogiano e ha segnato il debutto dietro alla macchina da presa per Joffe. Una pellicola che entra nel dettaglio di una tragedia, seguita all’evacuazione americana nel 1975, per i popoli della Cambogia.

Joffe riprende il best seller del giornalista Sidney Schenberg (Waterston), in quel drammatico periodo corrispondente da Phnom Penh per il ‘New York Times’. Il protagonista è Dith Pran (Ngor), preso dai Khmer Rossi che avevano preso il potere del Paese, e sottoposto a rieducazione in un campo di lavoro. Ma è anche la storia splendida d’amicizia tra un giornalista Usa e uno cambogiano.

Urla del silenzio’ ha vinto tre premi Oscar. Uno è stato portato a casa da Haing S...

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Rupert Everett si regala Oscar Wilde in ‘The Happy Prince’

E’ l’esordio alla regia e Rupert Everett ha deciso di regalarsi un ruolo non banale, ossia quello di Oscar Wilde in ‘The Happy Prince’, la nuova pellicola che è nelle sale dal 12 aprile e che è già passata, fuori concorso, alla Berlinale. Il film è stato girato in buona parte a Napoli, in particolare al Rione Sanità e a Posillipo, luoghi a cui Everett è particolarmente legato (nel secondo ha anche vissuto per un po’).

Si racconta il destino tragico di Oscar Wilde, il periodo della sua prigionia, il suo poema ‘De Profundis’. A 60 anni, un esordio con i fiocchi per Rupert Everett, che da dieci anni lavora al progetto. Si parla anche di omosessualità, o meglio degli inizi del movimento di liberazione omosessuale e lgbt, ispirati proprio dall’artista.

Distribuito da Vision Distributio...

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‘A casa tutti bene’: al cinema anche meglio

‘A casa tutti bene’, ma pure al cinema. Anzi, benissimo ai botteghini. Il film di Gabriele Muccino è infatti un successo di critica e di pubblico. Per il regista è un ritorno alla pellicola tricolore. E, per l’occasione, ha deciso di far leva sulle emozioni e sull’emotività del pubblico.

Dieci anni negli Stati Uniti, quattro film realizzati per Muccino, da’ La ricerca della felicità’ a ‘Padri e figlie’, prima di costruire di nuovo qualcosa di profondamente italiano, che potrebbe anche essere l’inizio di un percorso. L’ha detto, tra le righe, proprio il regista romano, felice di aver ritrovato il suo pubblico, come se invece di dieci anni fossero passati dieci giorni dall’ultimo lavoro italiano.

Ma perché ‘A casa tutti bene’ ha avuto questo grande successo? Per la trama, per le coreog...

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