Capri Revolution: il 1914 che sa un po’ di anni ’60

È uscito nelle sale cinematografiche la pellicola ‘Capri Revolution’, con Marianna Fontana protagonista e la regia di Mario Martone. Un film che è un pezzo di storia, nella Capri del 1914, ma non solo perché, come dice il regista stesso: “Racconta anche molto il presente”. In concorso al Festival di Venezia, ora è disponibile in tutta Italia.

 

Martone lo descrive così: “Oggi il presente è appiattito su conflitti, schematismi rigidi, muri, a cui però manca profondità, una cosa che il passato può invece ricreare. Il mondo oggi è più che mai complesso e, per fare solo un esempio, ha un bel dire Trump che quello che sta succedendo alla natura non ci riguarda, ci riguarda eccome”.Capri Revolution non ha l’ardire di essere un film politico e politicizzato. Ma vuole rileggere la storia a modo del regista. Ci troviamo dunque sull’isola poca prima che scoppi la guerra mondiale. Qui, una comune di giovani nordeuropei trova il luogo ideale per una ricerca esistenziale e artistica. Si incontrano Lucia, capraia semplice e genuina (Marianna Fontana), con la comune che invece è raffinata e pure un po’ hippie, guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat), e con il medico del paese, Antonio Folletto. Entrando in contatto, le tre realtà si contamineranno vicendevolmente.

Il film chiude la trilogia sull’Italia del passato, dopo ‘Noi credevamo’ del 2010 e ‘Il giovane favoloso’ del 2014. Una frase di ‘Capri Revolution’, pronunciata da Seybu, potrebbe essere senza tempo, ambientata pure negli anni ’60: “La rivoluzione siamo noi”. Lucia, una delle protagoniste, entrando in contatto sempre più stretto con il gruppo della Comune comincia a sentire stretta l’eredità di una vita semplice. Vede uomini nudi, connessi alla natura e danzanti, si proietta in un mondo di opportunità finora negatele. Gli echi della guerra sono lontani in questo film di Martone. Sono prevalenti le battaglie interiori. Memorabili sono anche gli scontri dialettici tra il medico, assoluto difensore della scienza e interventista per natura, con il leader della Comune. Insomma, una donna che si emancipa, due uomini che guerreggiano a suon di idee diverse. Ma anche tanto altro. Un film che rievoca il 1914 ma che, chissà, a qualcuno farà venire in mente pure i giorni nostri, più di un secolo dopo.

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