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‘The Danish Girl’: il cambio di sesso è un film di testa

Dal romanzo ‘La danese’ di Einar Wegener/Lili Elbe del 1931, nel 2015 è stata tratta la pellicola ‘The Danish Girl’. Alla regia Tom Hooper. Si parla della ragazza che, per prima al mondo, si sottoposa a un’operazione per cambiare sesso.

La pellicola, trasmessa in questi giorni in streaming su Infinity, ha ottenuto quattro candidature all’Oscar e ne ha vinto uno. Al film anche una candidatura al David di Donatello, tre ai Golden Globes e 5 al Bafta. In Italia, nei box office, in un mese soltanto ‘The Danish Girl’ ha ottenuto 3,7 milioni di euro, con record di 939 mila euro nel primo fine settimana di programmazione.

Ma partiamo dal principio, dove tutto è iniziato. Dunque dal libro. Einar Wegener, nei primi del ’900, era un pittore paesaggista danese...

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Les filles du soleil: le donne coraggiose dell’Iraq

Per recensire un film, questa volta, bisogna partire dalla trama. Stiamo parlando di ‘Le filles du soleil’, presentato al Festival del Cinema di Cannes. Si svolge nel 2014, per precisione, il 3 agosto, giornata infausta per la zona nord dell’Iraq. Qui, infatti, sulle montagne Sinjar, l’Isis invade all’improvviso il territorio di Yazidi per conquistare una zona strategicamente fondamentale, tra Iraq e Siria.

L’attacco provoca il panico tra i 300 mila abitanti, gran parte degli uomini vengono massacrati, le donne rapite, così come le bambine. Diventano schiave, vengono violentate a ripetizione. I bambini vengono addestrati nelle scuole jihadiste per imparare a uccidere, fin da quando hanno 3 anni. Passano due anni in queste condizioni gli abitanti di Yazidi senza che nessuno intervenga...

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1945 di Ferenc Török con Péter Rudolf, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel e Dóra Sztarenki Tratto dal racconto “Homecoming” di Gábor T. Szántó

“Ci serve un mondo nuovo, István.” È il 12 agosto 1945, la seconda guerra mondiale volge al termine e trascina dietro di sé i rovinosi strascichi di un orrore ancora tutto da risolvere. Alle 11 in punto, presso la stazione ferroviaria di un piccolo villaggio rurale ungherese, due misteriosi stranieri vestiti di nero scendono dal treno. È il giorno delle nozze del figlio del vicario, Árpád, con una giovane contadina, Kisrózsi, e nel villaggio si percepisce una certa agitazione. All’ombra dell’occupazione delle truppe sovietiche, mentre fervono i preparativi per il matrimonio, i due uomini, due ebrei, probabilmente padre e figlio, scaricano da un vagone del treno due casse che recano l’etichetta “profumi”, le caricano su un carro e si incamminano verso il villaggio...

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‘Urla del silenzio’: il genocidio cambogiano e un’amicizia incredibile

‘Urla del silenzio’ è un film d’inchiesta, con la regia del britannico Roland Joffè, del 1984. Racconta del genocidio cambogiano e ha segnato il debutto dietro alla macchina da presa per Joffe. Una pellicola che entra nel dettaglio di una tragedia, seguita all’evacuazione americana nel 1975, per i popoli della Cambogia.

Joffe riprende il best seller del giornalista Sidney Schenberg (Waterston), in quel drammatico periodo corrispondente da Phnom Penh per il ‘New York Times’. Il protagonista è Dith Pran (Ngor), preso dai Khmer Rossi che avevano preso il potere del Paese, e sottoposto a rieducazione in un campo di lavoro. Ma è anche la storia splendida d’amicizia tra un giornalista Usa e uno cambogiano.

Urla del silenzio’ ha vinto tre premi Oscar. Uno è stato portato a casa da Haing S...

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Rupert Everett si regala Oscar Wilde in ‘The Happy Prince’

E’ l’esordio alla regia e Rupert Everett ha deciso di regalarsi un ruolo non banale, ossia quello di Oscar Wilde in ‘The Happy Prince’, la nuova pellicola che è nelle sale dal 12 aprile e che è già passata, fuori concorso, alla Berlinale. Il film è stato girato in buona parte a Napoli, in particolare al Rione Sanità e a Posillipo, luoghi a cui Everett è particolarmente legato (nel secondo ha anche vissuto per un po’).

Si racconta il destino tragico di Oscar Wilde, il periodo della sua prigionia, il suo poema ‘De Profundis’. A 60 anni, un esordio con i fiocchi per Rupert Everett, che da dieci anni lavora al progetto. Si parla anche di omosessualità, o meglio degli inizi del movimento di liberazione omosessuale e lgbt, ispirati proprio dall’artista.

Distribuito da Vision Distributio...

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“Sono tornato” diretto da Luca Miniero, con Massimo Popolizio e Frank Matano. Uscito al cinema il 1° febbraio 2018; durata 100 minuti. Distribuito da “Vision Distribution”

Sulla scorta del divertente Lui è tornato, film tedesco che immagina Hitler a spasso per la Berlino dei giorni nostri, l’italiano Sono tornato, diretto da Luca Miniero, vede uno smarrito Benito Mussolini (Massimo Popolizio) riapparire in piazza Vittorio, nella Roma dei giorni nostri, con la divisa sporca e il volto tumefatto. La guerra è finita, la sua Claretta non c’è più e tutto sembra cambiato. All’apparenza. Il duce non apprezza lo scenario multiculturale della piazza gremita, né comprende l’attaccamento morboso all’arnese “telefonino”. Assorbiti dagli schermi e persuasi che si tratti dell’ennesima attrazione per turisti, i passanti continuano a ignorarlo finché, Andrea Canaletti (Frank Matano), un giovane documentarista con grandi aspirazioni ma pochi, pochissimi success...

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A United Kingdoma:L’Amore che ha cambiato la Storia

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Le foto che hanno fatto la storia del Festival di Venezia 2016. Red Carpet senza pudore

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Land of Mine – Sotto la sabbia

Danimarca, 1945. La lotta per la sopravvivenza sembra ormai non conoscere limiti all’indicibile, consumandosi lenta ed inesorabile. L’incubo della guerra ancora vivo negli occhi dei sopravvissuti, giustifica una distorsione del concetto di giustizia nelle vittime del Nazismo. Sono questi gli ingredienti della tragedia che ha risucchiato la Danimarca – e il mondo – nel vortice nero della seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze. Una parabola umana in cui vittime e carnefici si fondono, perdendo la connotazione di topos letterario per varcare quel confine entro cui la disperazione genera uomini bestiali.
Nei giorni che seguirono la resa della Germania alla fine della seconda guerra mondiale, gli alleati deportarono migliaia di soldati tedeschi con l’onere di sacrificarsi per rip...

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Julieta: il film di Pedro Almodovar in concorso al Festival di Cannes 2016

Nei racconti di Alice Munro che ha scelto come base per costruire Julieta,Pedro Almodóvar ha trovato praticamente tutte le sue principali ossessioni: amori, legami femminili e familiari, madri, malattie, uomini quasi assenti e che, se ci sono, sono fedeli solo ai loro istinti carnali.
In questo, e nei suoi colori saturi e nitidi, nei suoi arredi, e nei suoi abiti, Julieta è pura sostanza almodovariana, quella sostanza che drappeggia il melodramma immancabile e fondamentale.

Raccontato attraverso lunghi flashback della protagonista, che dai giorni nostri torna indietro fino a quegli anni Ottanta che l’avevano vista rimanere incinta, e diventare madre e moglie, questo nuovo film del registra madrileno è tutto basato sul dolore di una donna che non si rassegna ad aver perso una figl...

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