Nymphomaniac volume 1 e i fantasmi erotici di Lars von Trier

Una profonda riflessione sulla depressione e l’amore: questo è il senso dell’ultima opera del provocatorio regista danese.

La storia è di quelle potenti e a Berlino, dove il film è stato presentato in anteprima, la critica lo ha applaudito decisamente, al netto delle polemiche per la provocazione del contenuto ad alto tasso erotico.
Una donna viene raccolta sul ciglio della strada da un uomo. La donna è sofferente, ferita e si chiama Joe. L’uomo la ascolta, ne raccoglie lo sfogo e l’ammissione di essere ninfomane fin da bambina. Come ne “Le mille e una notte” il racconto si dipana in otto stazioni che segnano una discesa agli inferi. A breve seguirà nelle sale un “Capitolo secondo”. Al di là del presunto scandalo, il film esce con il divieto ai minori di quattordici anni, il nuovo lavoro del discusso regista danese è una riflessione filosofica sulla depressione, la malattia, il desiderio.

Nymphomaniac volume 1 apre con la scritta: “Questa è la versione ridotta e censurata di Nymphomaniac. Lars Von Trier l’ha approvata ma non l’ha realizzata”. Per lasciare libera la creatività di Von Trier e anche per facilitare i finanziamenti e avere una distribuzione su larga scala, la produttrice Louise Vesth ha da subito annunciato che il film sarebbe uscito in diverse versioni, così da andare incontro alle strategie distributive e alla censura di ogni Paese. Di Nymphomaniac esistono così la versione integrale di 5 ore e mezza e quella tagliata di 4 ore, quella che ora arriva in Italia in due parti (il volume 2 uscirà il 24 aprile). Sono distribuite – con il divieto ai minori di 14 anni - dalla Good Films, la società di Ginevra Elkann.  Nella versione ridotta le modifiche consistono in un taglio dei primi piani più espliciti dei genitali: la riduzione, approvata da Lars, è stata realizzata dai suoi montatori e la durata è stata decisa da alcuni dei finanziatori.  Seguirà la distribuzione di Nymphomaniac in versione integrale. Lars Von Trier, grande incantatore, ha creato da subito un caotico rumore attore a Nymphomaniac, da quando ha annunciato di lavorare a un porno con attori hollywoodiani che ci avrebbero messo i loro genitali. In realtà pare che non sia andata proprio così e che attori porno abbiano “prestato” le loro parti intime, poi sovrapposte in un montaggio digitale. Charlotte Gainsbourg, che interpreta la protagonista ninfomane Joe, ha dovuto scegliere la sua controfigura attraverso delle foto. Stacy Martin, la ventitreenne finora sconosciuta che interpreta la giovane Joe seguace del mantra “Mea Vulva, Mea Maxima Vulva”, ha dovuto farsi montare una vagina finta. Anche Shia Labeouf ha avuto il suo “stuntman”. Il set era diviso: da una parte il cast porno con gli organi in azione, dall’altra il cast che compare nei crediti.  In Nymphomaniac volume 1 il sesso è il motore trainante di tutto il film, si parla sempre di sesso, ma per assurdo le scene effettive di sesso si riducono a pochi minuti. Come sul lettino di uno psicologo, Joe (Gainsbourg), col volto tumefatto e un gran bisogno di autodefinirsi abietta, racconta la sua vita a Seligman (Stellan Skarsgård), l’uomo che l’ha soccorsa dopo averla trovata in strada, contusa e priva di sensi. Joe si sente “un pessimo essere umano“. Seligman, pacioso e disincantato, fa di tutto per inficiare questa tesi: “Mai incontrato un pessimo essere umano“.  Joe, per fargli capire quanto davvero lei sia pessima, inizia il racconto della sua storia, “e sarà lunga“. Una storia a suo avviso priva di morale, ossessionata dal sesso sin dalla prima adolescenza, dal collezionare penetrazioni, fellatio, catalogazioni di peni. I primi piani dei tanti peni (circoncisi e no) è ciò che più si concede la cinepresa. “Unendo tutti i prepuzi tagliati nel corso della storia si raggiungerebbe Marte e si tornerebbe indietro“, impariamo da Joe. Poi il resto è sopratutto un filosofeggiare attorno a tali racconti da parte del buon Seligman, che mai giudica, anzi minimizza: “Se hai le ali, perché non volare?“. Lars Von Trier ovviamente non si prende troppo sul serio e Nymphomaniac volume 1 è ricco di venature umoristiche che spronano sorrisini divertiti. Sui racconti di Joe o nel dialogo tra Joe e Seligman ogni tanto si aprono simpatici disegnini schematici o immagini a mo’ di legenda. L’ironia è sottile e intelligente.  Uno dei momenti più paradossali e gustosi vede protagonista una favolosa Uma Thurman sul filo dell’isteria.


Trailer italiano:

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