Soldado: droga, rapimenti, morte e traffico di esseri umani

Il 18 ottobre prossimo, nelle sale italiane, uscirà il film ‘Soldado’. Diretto da Stefano Sollima, vede tra gli interpreti principali Benicio Del Toro e Josh Brolin. Drammatico, d’azione, thriller: ci sono tutti gli ingredienti in questa pellicola per spendere bene i propri soldi al botteghino.

C’è la ‘solita’ guerra di droga tra i cartelli messicani, ma in questo spezzone della serie, all’improvviso, coloro che comandano il traffico di stupefacenti decidono di fare passare i terroristi al confine con gli Stati Uniti. L’agente federale Matt Graver, allora, chiama il misterioso Alejandro Gillick, che ha un conto in sospeso con colui che gli ha ucciso la famiglia, ovvero un boss della droga. La vendetta è un piatto che va servito così, rapendo la figlia del boss, Isabela Reyes. Il conflitto scoppia impetuoso. La ragazza diventa a un certo punto solamente un danno collaterale, la sua vita dipenderà da cosa decideranno i due uomini. Che, a loro volta, riflettono su ciò per cui combattono.

Al box office americano, dove è uscito lo scorso 29 giugno, Soldado ha incassato 35,3 milioni di dollari. All’estero, Sollima era noto finora per Gomorra – La Serie. Con il nuovo film, continua la sua esplorazione dei diversi mondi criminali. Questa volta, però, il budget a disposizione era di quelli interessanti, tanto che nel cast troviamo Del Toro e Brolin, in questi mesi protagonista pure in Avengers: Infinity War e in Deadpool 2. Ma il cast di tutto rispetto non è solo quello degli attori. Come direttore della fotografia c’è Dariusz Wolski, la colonna sonora c’è Hildur Guonadottir, che già aveva collaborato al film precedente. Volti nuovi quelli di Catherine Keener (che qualcuno ricorda in Scappa: Get Out), Matthew Modine (impegnato con Strangers Things), Christopher Heyerdal (reduce da Damnation), la giovane Isabela Moner, conosciuta in Transformers – L’ultimo cavaliere.

Che dire di Sollima? È riuscito nell’impresa di fare un film d’autore italiano come sequel di un prodotto hollywoodiano. Il regista tricolore ha ricevuto il testimone da Denis Villeneuve che, nel 2015, aveva firmato Sicario. Qualcuno lo ha definito un war movie, ossia una pellicola in cui la vera guerra si combatte ogni giorno per strada, come nei supermercati, dove basta un pulsante per scatenare l’inferno. La guerra di chi spende tutto quello che ha per varcare il confine (vi dice niente?), di chi trae profitto con il traffico di esseri umani. Di chi vuole il potere, di chi lo gestisce, di chi prova a depistare per non arrivare alla verità, di chi uccide pur di fare carriera e diventare sicario. La guerra, però, è anche quella interiore, all’interno dei personaggi. I buoni in questo film non esistono, il finale resta aperto per il prossimo sequel.

Lascia un commento

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Current month ye@r day *